NATURA DOCET

Oggi splende il sole e noi possiamo uscire assieme. Guardo il mio umano togliersi la tuta; abbigliamento ormai consueto di questi giorni, e vestire i panni del giardiniere. Vecchi pantaloni sgualciti in jeans, maglietta lisa, ricordo di quando faceva ancora le scuole medie e il suo immancabile cappellino da pescatore che tanto a lui piaceva quanto la sua morosa lo definiva da autistico. Fatta la sua frugale colazione, passa poi a un rito tutto suo quando si tratta di lavorare fuori in giardino. Dispone infatti tutto quello che potrebbe servirgli all’aperto per non dover entrare sudicio in casa. Anche l’allergia alla polvere non lo perdonerebbe e deve starci attento.

Prese quindi le forbici, inizia il suo operato dal cespuglio che si trova davanti casa, sul lato sud. Gli uomini hanno un nome per tutto, e quello della pianta è Vegelia. Non sembra avere un bell’aspetto. Ha una chioma più simile a un rovo che a una pianta da ornamento. Bisogna svuotarla dall’interno. Solo così i raggi solari potranno meglio filtrare fino alle parti più basse e fornire l’energia necessaria di cui quella ha tanto bisogno. È cosa risaputa che le piante non parlano. Ma come noi gatti ben ti fanno capire di cosa hanno bisogno. Le istruzioni per l’uso sembrano scritte sui rami. La struttura segue molto quella delle vene nel corpo. Ci sono le arterie principali, i rami, che via via si diramano per portare, capillarmente, il nutrimento a tutte le periferiche, le foglie.

La natura per definizione è auto-conservativa. Tende infatti ad eliminare uno o più elementi che potrebbero compromettere una specie, ma non un singolo sistema. Infatti, le parti malate smettono di ricevere nutrimento e restano lì in balia degli eventi. In attesa che una forza più grande le separi dal resto. Un destino a volte crudele. Non sempre c’è un intervento provvidenziale e la parte malata finisce per avere il sopravento su quella sana. È la dura legge della natura dove solo il più forte sopravvive.

Come poi non ammirarne la struttura quasi architettonica. Dal basso, dal ceppo principale, partono sei o sette rami che centimetro dopo centimetro salgono verso l’alto più numerosi e più sottili. Diminuiscono così il peso portato in quota e aumentano la superficie d’esposizione al sole.

Così mentre io mi perdono nei miei ragionamenti, uomo-sponsor si mette di gran lena e dopo due ore Vegelia ha un nuovo taglio primavera-estate. La luna è nella sua fase crescente e questo non potrà che farle bene. Spero anche a me.

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